
Il bello del mondiale
Superbike è che ogni campionato può saltare fuori una sorpresa, capace di scompaginare le carte fino a raggiungere obiettivi importanti: è successo quest’anno con
Carlos Checa e la sua
Ducati Althea, potrebbe succedere anche la prossima stagione visto che le
BMW di
Leon Haslam e
Marco Melandri (nuovo acquisto: arriva dalla scomparsa Yamaha) stanno dimostrando di essere ottime moto nei test di
Jerez – la scorsa settimana – quanto a
Portimao in questi giorni.
Tutto questo mentre
Checa si dice preoccupato perché
Ducati gli ha messo in mano il manubrio della
MotoGP di
Rossi e
Hayden per accelerarne lo sviluppo mentre della sua nuova moto, che pure sarà soggetta al carico di una zavorra perché troppo più potente rispetto alle concorrenti, potrebbe non sapere granché fino a fine febbraio, ossia al via del mondiale sul circuito australiano di
Phillip Island.
Tutto questo mentre
Laverty impressiona ma non si ripete, e mentre il suo capitano al team
Aprilia ufficiale
– Max Biaggi – è costretto a cambiare capo-meccanico, con tutto quanto questo può significare in termini di fiducia e feeling al box.
Haslam e
Melandri, a giudicare dalle sensazioni dei primi giorni di test con la nuova
BMW, potrebbero invece avere l’unico problema della lotta interna, naturalmente da risolvere in favore dell’uno o l’altro vicecampione (il primo lo è stato nel 2012, il secondo quest’anno): le loro
BMW S1000RR ufficiali sono risultate le più veloci del lotto nel primo giorno di test portoghesi (ma sono state un secondo più lente del nuovo record della pista di
Laverty, stampato in condizioni differenti – più caldo – lo scorso ottobre), mentre le
Aprilia sono impegnate nella prima rincorsa della stagione.
In particolare,
Leon Haslam e
Marco Melandri si sono detti soddisfatti dal propulsore “evo”, indispensabile per garantire maggior guidabilità e coppia ai bassi regimi.