Un accessorio da niente potrebbe trasformarsi nel tuo peggior incubo. Una modifica estetica che nasconde insidie legali pericolosissime
Hai appena comprato una moto nuova. Bella, potente, perfetta. Tranne per quel portatarga originale che sembra un vassoio da cameriere attaccato al codino. Lo guardi e pensi: “Questo è il primo pezzo che cambio”. Un classico tra i motociclisti: sostituire il portatarga di serie con uno aftermarket è una delle modifiche più comuni. Sembra innocua, quasi banale. Eppure il Codice della Strada la prende molto sul serio.
Non si tratta solo di estetica. La targa è l’elemento identificativo del veicolo, e tutto ciò che la circonda deve rispettare regole precise. Ignorarle significa esporsi a sanzioni che possono diventare davvero pesanti. Come quando compri scarpe nuove senza controllare il numero e poi scopri che non le puoi cambiare.
Un accessorio molto pericoloso
Il Codice non scherza su questo punto. La targa deve essere sempre ben visibile e fissata correttamente, sono proibite le angolazioni strane per nasconderla o renderla meno leggibile.

La cornice del portatarga deve essere opaca – niente cromature luccicanti – e non può coprire il bordo della targa per più di 3 millimetri. Le viti di fissaggio sono regolamentate e anche quelle non devono essere riflettenti; sembra esagerato, invece ha un senso, quello di evitare che riflessi improvvisi possano impedire la lettura della targa.
L’inclinazione è un altro aspetto critico; se il portatarga si trova sopra i 120 cm da terra, può inclinarsi verso il basso fino a 15 gradi. Se sta più in basso, l’inclinazione massima sale a 30 gradi e il bordo inferiore non può stare a meno di 20 centimetri dal suolo.
La luce targa poi è fondamentale: deve esserci e deve funzionare perché tanti la trascurano, pensando sia un dettaglio secondario ma sbagliano perché la sua assenza o il malfunzionamento sono tra le infrazioni più contestate.
Vietato anche applicare qualsiasi rivestimento sulla targa, persino se trasparente. L’unica eccezione sono i talloncini autoadesivi previsti dalla legge. Molta attenzione anche al catadiottro inferiore che deve rimanere sempre presente e posizionato perpendicolarmente al terreno.
Le sanzioni variano in base alla gravità. Per un portatarga non conforme o una luce targa assente o non funzionante si rischia una multa tra 87 e 344 euro, che non sono proprio spiccioli.
Le cose si complicano in caso di manomissione o falsificazione della targa e qui si entra nel penale, con sanzioni che possono arrivare fino a 8.186 euro. Una cifra che farebbe impallidire anche il più entusiasta dei customizzatori.
Ultima avvertenza: anche circolare con una targa danneggiata o illeggibile comporta problemi e in caso di smarrimento o furto è necessario denunciare subito l’accaduto e richiedere una sostituzione. Ignorarlo costa caro.