La notizia era già stata anticipata nei mesi scorsi da Loris Capirossi (che, dopo il suo ritiro dalle competizioni, è divenuto consulente degli organizzatori del motomondiale per tutto ciò che concerne la sicurezza) ma solo ora è diventata ufficiale ed è di certo un passo avanti, visto che nelle stagioni precedenti alcuni gravi incidenti sono stati causati dall’aggancio, tramite leve, di due motociclette.
Tra questi ultimi vale la pena di ricordare la rovinosa caduta di Hector Barbera sul circuito del Mugello durante un duro duello con il compianto Marco Simoncelli, il “ribaltone” di Kevin Schwantz dopo un contatto tra il texano stesso, Luca Cadalora e Mick Doohan (1994) e lo scontro tra Capirossi stesso e Sete Gibernau, la cui leva freno aveva toccato l’anteriore del pilota imolese e portato all’impuntamento in pieno rettilineo della due ruote dell’iberico.
Alcuni piloti avevano già provato l’accessorio nelle scorse stagioni della Moto2 (ad esempio Toni Elias, Marc Marquez, Michele Pirro e Yuki Takahashi) e i risultati non sono stati penalizzanti per nessuno di loro: ora, dopo questi test in gara, si è optato per introdurre l’obbligatorietà del dispositivo (la cui funzione potrebbe essere anche svolta da un opportuno allungamento della carena) e la cosa non può che far piacere, come del resto anche la rinnovata attenzione per il tema sicurezza, tornato in auge dopo la tremenda tragedia occorsa a Marco Simoncelli stesso.