Al punto che gli australiani ci hanno pensato eccome, e nella settimana che ha seguito il round di Motegi (ricordiamo: vinto da Pedrosa su Lorenzo e Stoner) hanno anche ventilato l’ipotesi di non accettare l’atterraggio dei cargo del motomondiale, contaminati – o almeno questa sarebbe la presunzione – da tracce di radioattività.
Meccanici, camion, moto e motorhome; pannelli pubblicitari, strutture dell’organizzazione e quant’altro anima il paddock ad ogni giro di giostra, hanno rischiato un “embargo” australiano perché le autorità Down Under sembravano non essere intenzionate ad accollarsi il rischio di accogliere qualcosa che ha avuto modo e tempo di “impregnarsi” in Giappone.
A quanto pare – si legge in un comunicato ufficiale IRTA – alcune persone dicono che ci sarà un problema di importazione del materiale dei Team in Australia a causa delle restrizioni imposte dalle autorità australiane. Possiamo assicurarvi che non c’è assolutamente nulla di vero
Anche Dorna ha seguito questa stessa lunghezza d’onda, confermando l’intero programma di trasferimento delle strutture. Casey Stoner avrà perciò l’opportunità di vincere il motomondiale davanti al pubblico di casa; gli basta chiudere, a Phillip Island, con un vantaggio incrementato di almeno 10 punti su Jorge Lorenzo.