Il neonato propulsore elettrico, frutto del lavoro degli ingegneri di SMRE capitanati per l’occasione da Samuele Mazzini (presidente dell’azienda stessa), ha un’autonomia di due ore e presenta un dispositivo per il recupero di energia simile al KERS impiegato nella scorsa stagione in Formula 1. Tutto l’insieme è poi interamente gestito da una centralina elettronica settabile attraverso un computer in dotazione dotato di un software dedicato: in questo modo è possibile gestire l’erogazione e le prestazioni in funzione dell’uso che si intende fare della moto (cittadino o agonistico).
Per quanto riguarda la moto che verrà presentata alla fiera milanese, si tratta di un modello adatto alle competizioni cross, enduro e motard, forse simile nelle linee (fatte le debite proporzioni) alla Zaeta 530. La moto svilupperà circa 40 CV e sarà dotata di un cambio con marce che si innestano normalmente in sequenza, con la particolarità però che il folle si trova tra la seconda e la terza marcia.
L’unico neo è che ancora non si conoscono tempi e modi di una eventuale commercializzazione del nuovo propulsore, anche perché rimane netta l’impressione che, prima dei veicoli a due ruote totalmente elettrici, il mercato probabilmente premierà i veicoli ibridi, un po’ come è accaduto e sta ancora accadendo per le automobili.