Scoppia la rabbia in Italia per il nuovo divieto assoluto di circolazione. Anche il Sindaco interviene in maniera dura e severa, ora si scatena il caos tra le strade. Cosa sta succedendo, tutti i dettagli
Sono ore caldissime per la circolazione stradale in Italia. Nel mirino c’è uno dei bacini più trafficati e affollati del nostro Paese, che è venuto alle prime pagine dei quotidiani nazionali e all’attenzione dell’opinione pubblica con le ultime notizie di cronaca. La rabbia di pendolari e cittadini non manca, anche perché si rischia di scadere in una vera e propria questione politica, al di là dei semplici divieti.

Facendola più semplice, basta dare un’occhiata a quello che sta accadendo a Milano. Il Comune del capoluogo lombardo ha deliberato per il divieto di circolazione nelle aree B e C della città per moto e scooter. Divieto che arriverà nei prossimi mesi e che non farà sconto a nessun furbetto sulle due ruote e che il Sindaco Sala sta portando avanti con severità e rigore.
La Lega ha annunciato di voler posticipare l’entrata in vigore del divieto per il 2028, slittando l’effetto immediato che avrà nei prossimi mesi. Le aree B e C della città di Milano sono già tra le più rigide di Italia e di Europa e ora si prepara a inspessire ulteriormente la propria cortina anti-inquinamento. Il divieto colpirà tutti gli scooter e le moto Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e dal 2028 anche le Euro 3.
Divieto di circolazione per moto e scooter a Milano, scatta il referendum
La decisione ha subito smosso le associazioni cittadine, che hanno chiesto l’accesso ad un referendum popolare per porre fine e mettere uno stop ad ulteriori divieti di circolazione. In poche ore, la richiesta ha superato lo scoglio delle firme e sarà posto al vaglio dei Garanti comunali. Una volta ottenuto il semaforo verde, serviranno altre 12mila firme per la messa in atto del referendum.

Referendum che il Sindaco Sala ha definito come inutile e costoso, utilizzando toni molto duri nei confronti di chi contrario: “È solo per soddisfare l’esibizionismo di qualcuno, così da ottenere più consenso. Serve il 50% delle adesioni per avere un effetto, senza considerare lo spreco di soldi che comportano”.
Parole inequivocabili, che hanno liquidato i tanti che vogliono opporsi al nuovo divieto di circolazione in quel di Milano. “Siamo vicini ai motociclisti”, ha spiegato Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità, che si è subito schierata in favore del referendum.